Una nuova infrastruttura digitale destinata a collegare l’Asia centrale e la Cina con l’Europa, attraverso il Mar Caspio e il Caucaso meridionale, ridisegnando una parte della geografia delle telecomunicazioni eurasiatiche. Il 15 ottobre, i presidenti dell’Azerbaigian e del Kazakhstan, Ilham Aliyev e Kassym-Jomart Tokayev, hanno inaugurato ufficialmente il primo collegamento internazionale sottomarino in fibra ottica tra i due Paesi, un progetto che punta a trasformare il cosiddetto “Corridoio di Mezzo” da rotta commerciale e logistica a infrastruttura strategica anche per il trasporto dei dati.
Il cavo attraversa il fondale del Mar Caspio per circa 380 chilometri, collegando la città azera di Sumgayit, sulla costa occidentale, con Aktau, in Kazakistan, sulla sponda orientale. L’infrastruttura ha una capacità di trasmissione di progetto superiore a 400 terabit al secondo (Tbps) ed è stata realizzata da CaspiLink, joint venture tra la kazaka Kazakhtelecom e l’azera AzerTelecom, nell’ambito dell’iniziativa Digital Silk Way. Secondo il fondo sovrano kazako Samruk-Kazyna, la posa del cavo sottomarino è stata completata il 5 agosto 2026, mentre le infrastrutture costiere sono state predisposte su entrambe le sponde.
L’obiettivo è creare un corridoio digitale capace di trasportare grandi quantità di dati dalle reti cinesi e dell’Asia centrale verso il Kazakhstan, l’Azerbaigian e la Georgia, raggiungendo successivamente l’Europa attraverso la Turchia oppure mediante i sistemi di cavi sottomarini del Mar Nero e del Mediterraneo. Una rotta alternativa alle infrastrutture già esistenti, destinata a rafforzare la diversificazione delle connessioni internazionali e a sostenere lo sviluppo di servizi cloud, centri dati e applicazioni di intelligenza artificiale.
Secondo Zaur Hasanov, esperto di logistica e sicurezza in Eurasia, che ha dedicato al progetto un editoriale pubblicato il 23 ottobre su EUalive, la realizzazione del collegamento rappresenta un risultato che supera ampiamente la dimensione tecnologica e infrastrutturale.
“L’inaugurazione del collegamento sottomarino in fibra ottica tra Azerbaigian e Kazakistan è un evento il cui significato storico va ben oltre il settore delle telecomunicazioni”, osserva Hasanov, ricordando la propria partecipazione allo sviluppo del progetto TASIM (Trans-Eurasian Information Super Highway), concepito per realizzare una rete di telecomunicazioni ad alta velocità tra Europa e Asia.
“Per chi, come noi, ha partecipato allo sviluppo del progetto TASIM, questo risultato riveste un’importanza particolare. Dimostra infatti che due ostacoli fondamentali, che per anni avevano complicato lo sviluppo delle infrastrutture digitali transcaspiche, sono stati superati con successo”, sottolinea l’esperto.
Il progetto TASIM prevedeva originariamente una rete in fibra ottica attraverso Germania, Turchia, Georgia, Azerbaigian, Kazakhstan e Cina, compreso un collegamento sottomarino nel Mar Caspio. L’iniziativa aveva ottenuto anche il sostegno dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, attraverso le risoluzioni 64/185 del dicembre 2009 e 67/193 del dicembre 2012.
Uno dei principali ostacoli, spiega Hasanov, era rappresentato dalla complessa situazione giuridica del Mar Caspio, il cui status è stato a lungo oggetto di controversie e negoziati tra i cinque Stati rivieraschi: Azerbaigian, Kazakhstan, Russia, Iran e Turkmenistan.
“Sebbene il Kazakhstan e l’Azerbaigian avessero concluso un accordo sulla delimitazione del fondale del Mar Caspio già nel 2001, il più ampio regime giuridico del Mar Caspio è rimasto oggetto di complesse negoziazioni tra gli Stati rivieraschi. Era necessario definire le regole per l’utilizzo del mare e del suo fondale, compresa la costruzione di vie di comunicazione transfrontaliere”, ricorda l’esperto.
Una svolta è arrivata nel 2018 con la firma della Convenzione sullo status giuridico del Mar Caspio, il cui articolo 14 riconosce esplicitamente la possibilità di posare cavi e condotte sottomarine, prevedendo che il tracciato venga concordato con lo Stato attraverso il cui settore di fondale è destinato a passare. La disposizione ha contribuito a definire un quadro normativo più favorevole allo sviluppo delle infrastrutture transfrontaliere.
Il secondo ostacolo era invece di natura ingegneristica. Il fondale del Mar Caspio presenta infatti caratteristiche morfologiche complesse, con bacini profondi, depressioni e rilievi sottomarini che rendono particolarmente impegnativa la posa di un’infrastruttura di telecomunicazione.
“Sebbene 380 chilometri possano sembrare una distanza relativamente breve su una mappa, posare una linea di questo tipo sul fondale marino rappresenta una complessa sfida tecnologica che richiede precisione, coordinamento e risorse considerevoli”, spiega Hasanov.
L’operazione ha richiesto indagini sul fondale, l’individuazione di un tracciato sicuro, la predisposizione di un’imbarcazione specializzata e la posa del cavo. Il risultato, secondo l’esperto, è particolarmente significativo perché “non è semplicemente un collegamento fisico tra due sponde, ma la creazione di un nuovo elemento di infrastruttura digitale internazionale”.
Il nuovo collegamento assume inoltre un valore geopolitico rilevante, perché offre ai Paesi dell’Asia centrale la possibilità di diversificare le rotte attraverso cui transitano le comunicazioni internazionali, riducendo la dipendenza dalle infrastrutture che attraversano il territorio russo.
Secondo un’analisi pubblicata il 6 ottobre dal Caspian Policy Center, circa il 95% del traffico Internet internazionale in uscita dal Kazakhstan transitava attraverso 17 collegamenti in fibra ottica con la Russia. Il nuovo cavo transcaspico potrebbe contribuire a modificare questa situazione, creando un accesso alternativo ai mercati europei attraverso il Caucaso meridionale. L’inaugurazione dell’infrastruttura non significa tuttavia che la sua intera capacità sia già commercialmente disponibile: resta da distinguere la capacità di progetto dall’effettivo utilizzo della rete.
Hasanov richiama anche l’aumento della domanda di trasmissione dati tra Cina, Turchia ed Europa, alimentato dall’espansione del commercio elettronico, delle transazioni finanziarie, delle piattaforme cloud e dei contenuti digitali. A questi fattori si aggiunge lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che richiede infrastrutture sempre più performanti.
“L’addestramento dei modelli di IA, l’alimentazione dei data center, il trasferimento di enormi quantità di dati e la fornitura di servizi di cloud computing richiedono canali di comunicazione affidabili e ad alte prestazioni. Il nuovo cavo transcaspico crea un’infrastruttura fondamentale per soddisfare questa crescente domanda”, sottolinea l’esperto.
Il progetto potrebbe contribuire anche allo sviluppo della Data Centre Valley di Ekibastuz, in Kazakhstan, sulla quale Astana punta per attrarre investimenti tecnologici internazionali, potenziare i servizi cloud e sviluppare infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.
Un ulteriore elemento riguarda la sicurezza delle comunicazioni internazionali. Hasanov evidenzia come le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la vulnerabilità delle infrastrutture sottomarine rendano sempre più importante disporre di percorsi alternativi per il traffico digitale tra Europa e Asia.
“Inoltre, la situazione in Medio Oriente dimostra chiaramente quanto la geografia delle comunicazioni sia strettamente intrecciata con le problematiche di sicurezza”, osserva Hasanov, richiamando in particolare i rischi connessi alla concentrazione delle infrastrutture di comunicazione in passaggi marittimi strategici.
In questa prospettiva, il collegamento transcaspico costituisce un ulteriore tassello nella diversificazione delle rotte internazionali, anche se non elimina la necessità di garantire la sicurezza delle infrastrutture terrestri e sottomarine alle quali il nuovo cavo dovrà collegarsi.
La realizzazione del progetto si inserisce anche nella più ampia strategia europea di rafforzamento delle connessioni con l’Asia centrale. Il Corridoio di Mezzo, che attraversa Kazakhstan, Mar Caspio, Azerbaigian e Georgia per raggiungere i mercati europei, è infatti uno degli assi infrastrutturali sui quali Bruxelles sta concentrando crescente attenzione nell’ambito della strategia Global Gateway.
Il 23 giugno scorso, la Commissione europea ha lanciato una nuova piattaforma per il coordinamento degli investimenti nella connettività tra Europa, regione del Mar Nero, Caucaso meridionale e Asia centrale. L’iniziativa comprende trasporti, energia, commercio e infrastrutture digitali ed è accompagnata da intese con istituzioni finanziarie internazionali che dovrebbero mobilitare fino a 2 miliardi di euro per investimenti strategici nella regione. Il progetto del cavo transcaspico è distinto da tali finanziamenti, ma si colloca nella stessa prospettiva di diversificazione e rafforzamento delle connessioni eurasiatiche.
La stessa Commissione, in uno studio pubblicato nel febbraio 2026, aveva sottolineato la necessità di sviluppare corridoi alternativi in fibra ottica, nuove infrastrutture per lo scambio dei dati e collegamenti digitali integrati con le reti energetiche e di trasporto.
Per Hasanov, il significato del nuovo cavo va però ricercato anche nella capacità di Azerbaigian e Kazakhstan di trasformare in un’infrastruttura concreta un progetto discusso per decenni.
“Durante il nostro lavoro sul progetto TASIM, ci siamo trovati di fronte a questioni che all’epoca sembravano insormontabili: come garantire lo sviluppo di un’infrastruttura digitale internazionale in un contesto di questioni giuridiche irrisolte relative al Mar Caspio e la fattibilità tecnica della posa di una linea di comunicazione su larga scala attraverso il fondale marino”, ricorda.
“Oggi, constatiamo che questi ostacoli possono essere superati. Il quadro giuridico si è definito meglio, le sfide ingegneristiche hanno trovato soluzioni concrete e la cooperazione tra i due Stati si è concretizzata in un progetto infrastrutturale tangibile”, aggiunge.
L’esperto ritiene inoltre che l’esperienza acquisita nella posa del cavo possa favorire lo sviluppo di ulteriori collegamenti infrastrutturali tra le due sponde del Caspio, compresi eventuali oleodotti e gasdotti, pur trattandosi di progetti soggetti a condizioni economiche, ambientali e politiche differenti.
“È qui che vedo il vero significato storico del cavo transcaspico. L’Azerbaigian e il Kazakhstan non si sono limitati a collegare due sponde del Mar Caspio; hanno compiuto un passo fondamentale per garantire che il ‘Corridoio di Mezzo’ diventi non solo una via per il trasporto di merci, ma anche uno dei pilastri più importanti della connettività digitale in Eurasia”, conclude Hasanov.
[a cura di Simone Cantarini]
Didascalia: I presidenti del Kazakistan e dell’Azerbaigian hanno inaugurato ufficialmente una linea di comunicazione in fibra ottica lunga 380 chilometri che collega il Kazakistan e l’Azerbaigian attraverso il fondale del Mar Caspio, il 15 ottobre 2026. Foto tratta dal sito ufficiale della presidenza dell’Azerbaigian: https://president.az/en/articles/view/74087/images

